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CMAS
La Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques (CMAS) (Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee) è la federazione che raggruppa le organizzazioni di addestramento alla subacquea a livello internazionale.
La CMAS venne fondata a Monaco il 10 gennaio 1959 a seguito di un congresso dei rappresentanti delle federazioni delle discipline subacquee di Belgio (Fédération Belge des Recherches et d'Activités Sous-Marines, delegati Paul Bailly e William Xhignesse), Brasile (Confederacao Brasileira de Desportos, delegato Vittorio De Berredo), Francia (Fédération Francaise d'Etudes et de Sports Sous-Marins, delegati Elie Ferrat e Jacques Dumas), Repubblica Federale di Germania (Verband Dautscher Sporttaucher, delegato Jens-Peter Paulsen), Gran Bretagna (British Sub-Aqua Club, delegato Oscar Gugen), Grecia (Fédération Hellénique de la Peche Sportive et des Activités Subaquatiques, delegato Luigi Ferraro), Italia (Federazione Italiana Pesca Sportiva, delegato Carlo Manstretta e Luigi Ferraro), Jugoslavia (Savez Pormorskin Ribolovaga, delegato J. Medur), Malta (Malta Sub-Aqua Club, delegato Eric Pace Bonello), Monaco (Club de Chasse et d'Exploration Sous-Marines, delegati Camille Onda e Jacques-Yves Cousteau), Olanda (OnderrJagers Club, delegati J.H. Hora Adema e J.P. Toenbreker), Portogallo (Centro Portugues de Actividades Submarinas, delegati Jorge Albuquerque e Antonio Ramada Curto), Spagna (Federacion Española de Pesca Sportiva, delegati J.J. Lozano Rodriguez e M.D. Vergonos Boix), Stati Uniti d'America (National Competitive Skindivers Committee, delegati SergeA. Birn e Gustav Dalla Valle) e Svizzera (Fédération Suisse des Centres de Sports
Sous-Marins, delegati Charles Knigge e Robert Metraux).
Dato che la CMAS è, di fatto, un'organizzazione dedicata agli appassionati i suoi corsi risultano essere più esigenti e lunghi di quelli offerti da altre associazioni che sono strutturate invece per permettere ai neofiti di imparare le regole basilari di questo sport in un tempo relativamente breve per potersi subito immergere.
I corsi della CMAS sono caratterizzati da una gran parte di teoria, oltre che di pratica, e spaziano tra fisica, anatomia e tecnologia.
La CMAS ha un sistema a stelle per la graduatoria sia degli istruttori che dei subacquei.
La prima stella identifica il livello base: dedicato all'avvicinamento alla subacquea, fornisce le necessarie informazioni sulla sicurezza sott'acqua e sull'uso dell'attrezzatura. Il brevetto prevede l'abilitazione ad immersioni diurne guidate, in curva di sicurezza fino ai 18 metri. Vengono trattati la gestione dell'assetto, segnalazione subacquea, attrezzatura per immersioni, tabelle di decompressione, regole di sicurezza e rudimenti di Basic life support.
Le 2 Stelle identificano il livello per il subacqueo esperto: approfondisce alcune tematiche specifiche tra cui l'immersione profonda, in quota e notturna, riprendendo inoltre i rudimenti di BLS e approfondendoli. Questo livello fornisce l'abilitazione a immersioni entro i 40 metri di profondità in coppia, sia notturne che profonde. Per poter raggiungere questo livello è richiesta l'età minima di 15 anni e un'esperienza di almeno 20 immersioni certificate, 10 delle quali oltre i 10 metri di profondità:
Le 3 Stelle identificano il livello di supervisore di un gruppo di diver: corso molto approfondito, in cui le tematiche BLS vengono ulteriormente approfondite, fornendo al diver già esperto le tecniche di salvataggio subacqueo. È il corso introduttivo ai brevetti di istruttore e richiede un'età minima di 16 anni e almeno 40 immersioni certificate di cui 20 oltre i 30 metri di profondità;
Certificazioni per istruttori
1 Stella - istruttore di piscina e docente
2 Stelle - istruttore per acque aperte
3 Stelle - istruttore "di istruttori"
DAN
Il Divers Alert Network o DAN è la rete internazionale delle centrali d'allarme e di soccorso al servizio dei praticanti l'attività subacquea.
Il DAN nacque nel 1980 a livello internazionale, principalmente in Italia e negli Stati Uniti d'America, su iniziativa di vari medici e docenti universitari che si erano resi conto della necessità di approntare strutture mediche specifiche per la cura delle emergenze in cui i sub potevano incorrere.
Venne quindi creata una rete di centrali d'allarme in grado di garantire assistenza ai sub in tutto il mondo. Le principali sono situate in Australia ad Adelaide, in Europa a Milano, in Giappone a Tokyo, negli Stati Uniti nel Nord Carolina e in Sudafrica a Johannesburg.

Inoltre in Europa sono state fondate svariate centrali per ogni area linguistica, sotto il coordinamento di Milano: in Belgio, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Francia, Malta, Olanda,
Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera.
La DAN è una fondazione internazionale senza fini di lucro che assiste i subacquei in difficoltà e conduce ricerche scientifiche per rendere l'immersione sempre più sicura.

Con la DAN si ottengono servizi di vitale importanza cui nessun subacqueo dovrebbe farne a meno:
- Assistenza medica in caso di emergenza subacquea 24 ore su 24 in tutto il mondo
- Organizzazione del trasporto sanitario
- Coordinamento della terapia medica ed iperbarica
- Consulenza medica
Ed Inoltre
- Abbonamento alla rivista scientifica ALERT DIVER
- Coperture assicurative specifiche per l'attività subacquea
- Informazioni sui corsi di primo soccorso
- Partecipazione ai programmi di ricerca
- Segnalazione di seminari e conferenze sulla sicurezza dell'immersione

HSA
Le notozie qui di seguito riportate sono state estrapolate dal libro "Storia della subacquea per disabili" di Aldo Torti, presidente dell'HSA Italia a cui va il mio ringraziamento per l'autorizzazione concessa.
Le attività subacquee per persone con disabilità fisiche compiono i primi passi in Italia verso la fine degli anni Settanta.
Si tratta inizialmente di esperienze individuali, isolate, caratterizzate da metodi tecnici e didattici personali. Sono iniziative create ad hoc, per esigenze specifiche, non coordinate tra loro, e spesso le motivazioni sono legate all’affetto per un amico o per un parente.
Inutile dire che chi si cimentava in questo percorso, pur essendo già un esperto istruttore, trovava davanti a sé parecchi ostacoli: le attrezzature spesso inadeguate, la difficoltà nel reperire idoneità mediche, gli aspetti logistici, ma soprattutto la forte componente di scetticismo tra la gente in genere e anche tra la popolazione dei subacquei.
Molti consideravano questo sport eccessivamente rischioso e avevano ben presente l’immagine del subacqueo superuomo, legata a tutta una serie di valori e riferimenti con i propri riti e abitudini.
Alcune organizzazioni subacquee italiane, inoltre, nel modo in cui erano impostate didatticamente e organizzativamente, alimentavano queste modalità di approccio all’attività ed esprimevano una cultura dell’accesso molto selettiva che escludeva le persone con disabilità fisiche e sensoriali.
Inoltre mandavano continuamente segnali di chiusura nonostante i tentativi di coinvolgimento e di confronto.
Queste impostazioni, continuate per anni, hanno creato molte resistenze, contrapposizioni e ostacoli nel far comprendere a tutti che una persona con disabilità fisiche anche rilevanti, come un tetraplegico o un non vedente, poteva immergersi in sicurezza.
Le prime iniziative, tra tanti ostacoli, sono quindi affidate a dei veri e propri pionieri e ottengono un grande e importante risultato: dimostrano che l’impresa è fattibile e che nonostante le difficoltà incontrate, la subacquea sia un obiettivo raggiungibile e concreto per le persone con disabilità fisiche (nella maggior parte con lesioni midollari, amputati, poliomielitici) e persone con disabilità sensoriali.
All’estero, qualcosa “bolle in pentola” già da un po’ di tempo.
In California per merito di HSA Handicapped Scuba Association si riscontrano le prime e più significative esperienze nella subacquea adattata. Come cittadini del mondo, queste esperienze vengono recepite attraverso un intenso interscambio di proficua collaborazione da alcuni gruppi italiani sparsi sul territorio che, come accennato, operavano già in questo settore dell’attività subacquea. Il gruppo di Milano, già con alcuni anni di esperienze nel nuoto e acquaticità per le persone disabili, capisce che è necessario dare a questo libero movimento forza, consistenza, credibilità e sicurezza: si delineano così anche in Italia verso la fine degli anni Ottanta le condizioni per la nascita della prima organizzazione per la diffusione della subacquea per disabili con il nome di Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie
per Disabili.
Un organizzazione che i fondatori hanno voluto funzionale, diretta, snella e non appesantita da sovrastrutture burocratiche. Un organizzazione che permettesse sempre di mettere al centro dell’azione l’individuo con la sua personalità, creando e promuovendo le condizioni per accogliere il desiderio di partecipazione, non frenando gli entusiasmi e la gioia nel fare, ma operare per la loro crescita e realizzazione in un contesto sicuro.
L’associazione accoglie al suo interno la nascita e lo sviluppo della agenzia italiana di HSA (Handicapped Scuba Association International ) diffusasi negli USA e in oltre 45 paesi del mondo. Nasce così una struttura, un organizzazione specifica, dedicata con una didattica e una serie di standard che permettono anche di codificare le prestazioni fisiche degli allievi partecipanti ai corsi sub e di sviluppare una certificazione multilivello in grado di coprire uno spettro molto ampio di disabilità fisiche. I corsi sono fortemente personalizzati e consentono, con particolari tecniche di insegnamento e l’applicazione di standard mirati, di brevettare subacquei con vari tipi e diversi livelli di disabilità.
L’associazione riceve il plauso in vari contesti e da molti personaggi di spicco del mondo della subacquea che vi aderiscono dando il loro sostegno. Per lo sviluppo degli scopi sociali stringe alleanze e sinergie con enti pubblici e privati, associazioni di settore e ambientaliste, con le quali vengono promossi sul territorio nazionale convegni, gare, informative mirate e promozione. Nel corso degli anni si moltiplicano le iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori. Si mettono a disposizione di tutti le conoscenze e i materiali didattici affinché il beneficio di questa attività, portata avanti da persone capaci dotate di ferrea volontà, vada soprattutto alla collettività.
Ai corsi organizzati di formazione e specializzazione dedicati agli istruttori e guide arriveranno negli anni centinaia di istruttori, guide, subacquei esperti provenienti da diverse organizzazioni didattiche operative come BSAC - PADI – NADD - SSI – FIAS – ANIS - FIPSAS - SUBUISP – ACDC -CIRSS - FISA –- PSS - SIAS - ESA – NASE - IDEA – IANTD
Tutte persone che hanno in comune la voglia di aumentare le loro esperienze, intraprendendo un percorso specifico per apprendere le tecniche migliori e per avere la possibilità di mettersi al servizio degli altri avvicinando con competenza le persone alle attività subacquee e al mondo della subacquea in generale.
Oggi in Italia, dopo più di 18 anni di intensa attività organizzata, possiamo dire con certezza che si è creata una cultura positiva, un ampio, forte e strutturato movimento sulle attività subacquee per persone con disabilità fisiche.
Un movimento che, come una sorta di volano ormai inarrestabile, ha stimolato oggi la nascita di altri gruppi. Il tempo ha dato ragione a chi ha fermamente creduto già dalla metà degli anni Ottanta alle stupende possibilità che la subacquea offre alla persona disabile. Grazie a tante persone uniche, speciali, che si sono dedicate e si dedicano con esperienza e forte impegno, tutto questo rappresenta oggi un riferimento certo e, allo stesso tempo, un insieme raro di competenze che si sono rafforzate anche tramite le numerose iniziative messe in campo come per esempio:
• 80 stage tecnici per istruttori, aiuto istruttori, guide,accompagnatori che hanno formato centinaia di tecnici specializzati;
• convegni nazionali sulle tematiche della persona condisabilità fisiche e le attività subacquee (Milano 1990 e 1994 ) oltre a numerose conferenze e dibattiti in tutta Italia ;
• 5 gare nazionali di tecnica dell’immersione subacquea;
• 20 partecipazioni a manifestazioni fieristiche di settore;
• 6 manifestazioni “Fondali Puliti”;
• 5 spedizioni di archeosub a Napoli località Baia;
• 1 record di permanenza in immersione effettuato nel fiume Po a Torino da Gino Lapucci, paraplegico, nel 1990
• 1 record di immersione più numerosa, con 27subacquei disabili in immersione contemporaneamente in località Porto Azzurro, Elba 1996;
• 1 record di immersione profonda certificato, fuoriPorto Azzurro, Elba 1998, effettuato da Sergio Cechet non vedente e amputato alla mano sinistra;
• Collaborazioni costanti con enti pubblici e privati,associazioni di settore e ambientaliste sulle accessibilità nautiche e marine in generale;
• Realizzazione di un bollettino/news, tantissimi articoli pubblicati su riviste specializzate e non.
• produzione di materiale didattico e manuali innovativi,
• realizzazione di una serie di video didattici anche incollaborazione con la Rai, la fondazione Cousteau e le Aree Marine Protette.
Punto chiave di questo ampio movimento è il consolidato reticolo nazionale ed internazionale di scuole, circoli, diving e istruttori che nel loro territorio portano avanti costantemente e con alta professionalità, significative iniziative unitamente all’insegnamento e alla possibilità di immersioni veramente per tutti.
Ma non va dimenticato l’importante apporto che la subacquea rivolta alla persona disabile ha reso alla diffusione della disciplina subacquea in generale, in Italia come nel mondo. Ha infatti sfatato un mito! Quello del subacqueo superuomo, macho, incurante del pericolo…
I subacquei disabili hanno mostrato a tutti che chiunque goda di buona salute e abbia seguito uno specifico corso di addestramento, può praticare l’attività subacquea in sicurezza, godendone i numerosi benefici.
E’ anche vero che il progresso tecnologico ha portato un miglioramento delle attrezzature, e i passi da gigante fatti dalla medicina iperbarica negli ultimi anni hanno reso la subacquea uno sport più sicuro e semplice da praticare. Resta la consapevolezza che tutta la tecnologia del mondo non può sostituirsi all’esperienza e alla professionalità. Il consiglio perciò, a chiunque voglia intraprendere un cammino così entusiasmante, è quello di rivolgersi esclusivamente ad agenzie didattiche specializzate con un comprovato grado di esperienza e credibilità.
Basta questo perché l’attività subacquea si trasformi davvero per tutti in una bellissima avventura.
IANTD
La IANTD, International Ass ociation Nitrox & Technical Divers, e’ stata la prima organizzazione didattica al mondo ad avere proposto i corsi di immersione nitrox, tecnica, trimix e rebreather, identificando con essi per molti anni il suo compito didattico.
La IANTD e’ stata fondata nel 1985 da Dick Rutkowsky, capo sommozzatore NOAA (National Oceanographic & Atmospheric Administration) ed e’ stata la prima organizzazione didattica a dedicarsi all’insegnamento della subacquea nitrox, tecnica, trimix e rebreather.
Il successivo presidente della IANTD Inc., Tom Mount, fu il promotore dello sviluppo internazionale di queste tecniche di immersione, ormai presenti in tutto il mondo.
La IANTD e’ stata fondata in Italia da Fabio Ruberti nel 1993 con il nome di IANTD Italia-Adria in quanto responsabile non solo per il territorio italiano, ma anche per tutti i paesi che si affacciano sulle coste dell’Adriatico orientale, essa e’ stata la prima organizzazione a promuovere queste futuristiche attività di immersione sul nostro territorio, organizzando i primi corsi per subacquei e per istruttori.
Dieci anni più tardi, in seguito ai grandi successi ottenuti, nel 2003 si è trasformata in IANTD S.r.l. , società proprietaria del marchio del marchio IANTD® in Italia, Slovenia, Croazia, Ticino (CH) e tutti gli stati della Ex-Yugoslavia.
La struttura didattica della IANTD si articola in tre importanti categorie: Trainer, Istruttori e Training Facility. Per quanto riguarda le qualifiche individuali di Trainer e Istruttori, esse si pongono su vari livelli , in funzione delle capacità didattiche del titolare della qualifica.
Le infrastrutture autorizzate, denominate IANTD Training Facility, possono avere tre diverse qualifiche: il Training Facility, Technical Training Facility e T.F. Centro Addestramento Istruttori. In futuro sono previsti ulteriori livelli in funzione della quantità e della qualità dei servizi che i centri offriranno.
Dal 1998, per dare un’ulteriore spinta innovativa alla subacquea, la IANTD ha deciso di estendere organicamente il suo campo d’azione alla didattica ricreativa, nella quale ha messo a frutto la preziosa esperienza acquisita fin dal 1985 nel complesso settore della subacquea nitrox, tecnica e trimix.
I nuovi corsi proposti, strutturati professionalmente, sono fondati su concezioni che guardano al futuro e consentono una continuità logica, anziché antitetica, con i settori piu’ avanzati della nostra attività.
Di recente ha ottenuto la certificazione EN 14153/14413 che si va ad aggiungere al riconoscimento CMAS ottenuto nel 2003, con questi riconoscimenti la IANTD pone i suoi corsi ricreativi fra quelli delle maggiori organizzazioni internazionali
La IANTD si presenta perciò quale unica agenzia al mondo con un completo ed organico sistema didattico che spazia da innovativi programmi ricreativi ai corsi tecnici piu’ altamente specializzati, sia a circuito aperto che chiuso.
Pilastro portante di tutto il sistema ricreativo IANTD e’ l’innovativo corso Open Water Nitrox Diver; il quale prevede di addestrare gli allievi al nitrox fin dal loro primo corso. Basato su validi principi didattici e con ovvi limiti agli obiettivi di insegnamento, permette al neofita di apprezzare i benefici del nitrox, rimanendo entro margini di estrema sicurezza e con carichi di studio e addestramento adeguati allo scopo.
Ad esso si affianca un normale corso Open Water ad aria, ma la IANTD tende a dare priorità al corso con utilizzo del nitrox, poiché ritiene che abbia un valore estremamente positivo e strategico, non solo per l’evoluzione dell’utilizzo di questa miscela, ma di tutta l’attività subacquea.
Un subacqueo addestrato fin dall’inizio con il nitrox, infatti, troverà naturale sviluppare la sua preparazione attraverso corsi piu’ avanzati e specifici per il suo utilizzo.
PADI
Pa PADI (Professional Association of Diving Instructor) è la maggiore organizzazione associativa mondiale di immersione ricreativa.
L'associazione include attività commerciali legate all'immersione, strutture per l'attività subacquea, istituzioni accademiche, addestratori di istruttori, educatori subacquei, subacquei ed altri appassionati degli sports acquatici.
I professionisti PADI rendono accessibile l'eplorazione e l'avventura subacquea al grande pubblico mantenendo i più alti standard per l'addestramento e la sicurezza.

La PADI è un'organizzazione che opera a livello internazionale con agenzie in tutto il mondo. La PADI WORLDWIDE (Quartier Generale) è localizzata in California, Stati Uniti. Agli uffici PADI fanno riferimento più di 80.000 professionisti affiliati e più di 3.000 Dive Centers e Resort in oltre 175 nazioni.
Per soddisfare le esigenze dei subacquei di tutto il mondo i materiali PADI sono disponibili in più di 20 lingue.


Padi promuove una subacquea che possa essere avvicinata da chiunque.
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